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Poesia
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Il tempo
trascorso ritorna al nulla tubolare
Rivista Técné. Tradotto da
Andréa Lombardi
È
possibile che in ogni atomo esista un dio. Ed è
possibile che il peso di questi déi, nell´insieme degli
atomi, crei quella che viene chiamata gravità. Ogni
sogno è fatto di atomi, ogni poesia è fatta di atomi.
Ogni sogno pesa – ci sono sogni che vengono custoditi
dentro le pietre. In ogni pietra, pertanto, c´è una
poesia ed una città. Ed è là – nel sogno – che la città
incontra la sua densità di acqua: pietra-acqua.
(La città parla nella mente di qualsiasi cittadino
mentre lui non pensa. La città lo sogna quando lui non
sta sognando. Il neon delle scritte viene sorretto dal
sonno dei vecchi e ogni specchio nelle case, pieno di
riflessi diurni, moltiplica la città nell´incubo degli
abitanti. Il sogno è quello che stabilisce il vincolo
tra gli elementi urbani, le linee della metropolitana e
le gallerie delle discariche. Di mattina, la città è
composta. Rimane sogno tutto quello che, per essere
tanto incompleto, non arriva a realizzarsi. Ogni
pezzettino di strada, di marciapiede, di casa e di
quartiere sta lì perché qualcuno l´ha sognato. Il sogno
è la parte più reale della città e realizza in noi le
altre realtà di questa stessa città.
- e allora diciamo: sogno e città sono la stessa cosa).
Gli dèi in ogni atomo non sanno del passato e del
futuro. Loro sognano il tempo in tutte le direzioni e in
funzione di tutto ciò che rendono reale, conservando
anche quello che avrebbe potuto essere. Questi dèi sono
mangiatori di datteri e collettori di nuvole che sognano
per noi il raccordo tra le cose. Senza di loro, niente
troverebbe una sutura. Un atomo è un sogno dove si
custodiscono i sogni; gli spazi vuoti tra gli elettroni
si riempiono del nulla di noi stessi e attribuiscono
alla città il nostro più profondo fantasticare.
Quando ci muoviamo, il mondo si muove con noi e il corpo
si disloca e lo spazio-tempo tra gli interstizi dello
spazio e fonda qui e là la polis che ci adorna. C´è un
consenso sul fatto che in ogni atomo ci sia un vuoto
maggiore che l´atomo; che ci sia nell´atomo una potenza
verso il vuoto è la prova più dinamica e coerente che
abitiamo il Nulla: la farsa della materia che dissimula
il vuoto–
Quanto più si pensa il Nulla più lui pensa a noi.
Nulla e città si sognano mutuamente.
Dentro ogni átomo esiste um dio che aspetta il dio-eroe
che si eleva dalla profondità di questo Nulla incollato
ad ogni cosa. Se facessimo il calcolo combinatorio di
tutte le poesie mai scritte, allora sì che avremmo il
nome occulto di un dio-eroe. E forse questo dio verrebbe
a chiamarsi Metropoli e avrebbe mille braccia e mille
occhi protetti nel sogno. Sogno e città sarebbero così
il dio-Nulla: dio ignoto che scorre nella polvere di
ogni cosa, anche prima, quando era polvere di stelle e
materia celeste.
Il Nulla – il dio-Nulla – si trova anche negli orologi
delle case, spiando l´ultimo movimento delle lancette.
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